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Sardegna, terra unica

"Sardegna, terra unica" è l'iniziativa ideata da "Àndala noa" per promuovere le attrazioni turistiche, storiche, archeologiche e culturali della Sardegna.

In questa pagina potrai esplorare la nostra mappa digitale contenente le località aderenti e incluse nel progetto, potrai scaricare la versione PDF della cartina che troverai gratuitamente, in versione cartacea, in molti dei siti di attrazione turistica aderenti all'iniziativa.

Non dimenticare di leggere il brano sulle peculiarità culturali, storiche e artistiche della Sardegna selezionato dalla commissione di esperti come vincitore del concorso di idee legato all'iniziativa e tradotto in 7 lingue:

 

Le 69 strutture selezionate per la nostra iniziativa sono catalogate per provincia (Cagliari e Sud SardegnaSassariNuoroOristano) in modo da facilitare la navigazione e trovare rapidamente le informazioni più importanti.

Scopri le schede descrittive di musei, siti archeologici, aree naturalistiche, pinacoteche, chiese romaniche e altre destinazioni da non perdere durante il tuo viaggio o la tua escursione in Sardegna. 

I siti aderenti al progetto, selezionati dal nostro team di rilevatori, sono normalmente fruibili al pubblico e offrono tutti il servizio di visita guidata, accoglienza o infopoint turistico durante l'anno o in periodi stabiliti dagli organismi che li gestiscono.

Scopri tutti i dettagli di "Sardegna, terra unica" scorrendo in basso. 

sardegna terra unica official

 
Esplora la mappa

Esplora la mappa digitale dei siti selezionati per l'iniziativa "Sardegna, terra unica" e scopri musei, siti archeologici, pinacoteche, chiese romaniche e altre destinazioni da non perdere durante il tuo viaggio in Sardegna! Le strutture selezionate sono tutte fruibili al pubblico e prevedono il servizio di visita guidata, accoglienza o infopoint turistico.

Explore our digital map and discover museums, archaeological sites, art galleries, Romanesque churches, and other attractions that are a must-see during your trip to Sardinia! The selected tourist facilities are all open to the general public and provide either guided tours or reception and tourist information services.

 

Scarica la cartina
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Scarica la mappa PDF dell'iniziativa "Sardegna, terra unica"

Download the PDF map of the "Sardinia, a unique land" initiative

 

Scopri il concorso di idee

Leggi il testo sulle peculiarità della Sardegna proposto da Mauro Piredda e tradotto in 6 lingue:

Read the text about the most typical features of Sardinia written by Mauro Piredda and translated into 6 languages:

sardu italiano catala espanol francais english deutsch 

   

Leggi le schede informative dei 69 siti di interesse turistico selezionati nelle varie aree della Sardegna:

Read the information sheets for the 69 sites of tourist interest selected all around Sardinia (in Italian):

Le coves de Neptú (in catalano di Alghero), scoperte da un pescatore nel secolo XVIII, sono tra le più grandi cavità marine in Italia e la loro formazione risale a circa due milioni di anni fa. Al loro interno si possono ammirare conformazioni carsiche, una spiaggia di sabbia bianchissima e un enorme lago salato sotterraneo.
Vi si accede via terra scendendo i 654 gradini dell’escala del cabirol (scala del capriolo in algherese) oppure, più comodamente, via mare con imbarcazioni in partenza, ogni giorno, dal porto turistico di Alghero.
Al centro delle grotte si erge l’acquasantiera, una monumentale stalagmite che ospita sulla sommità vaschette dalle quali si abbeverano gli uccelli che nidificano nelle vicinanze. Le grotte sono meta, oltre che di moltissimi turisti, anche di numerosi speleologi, i soli a poter accedere agli anfratti più profondi e segreti.

Indirizzo: località Capo Caccia (ingresso a piedi dalla "escala del cabirol" o in battello, dal porto di Alghero)

Organismo gestore: Fondazione Alghero

Sito web

Telefono Ufficio informazioni turistiche: 079979054

Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

Coordinate / Sessagesimali 40°33′53.45″N,8°9′36.5″E

Decimali 40.564849°,8.16014°

Appartiene al Comune di Porto Torres da cui lo separa un'ora circa di traversata in traghetto. L'isola, con zone montuose intervallate da splendide spiagge e calette, racchiude uno stupefacente campionario di flora e fauna. Quasi un centinaio sono, infatti, le specie selvatiche che si riproducono qui. Tra i mammiferi spiccano muflone, cinghiale, cavallo e il caratteristico asinello bianco, albino, simbolo dell'isola. Anche la flora, con quasi settecento specie di cui ventinove endemiche, costituisce una rarità. Veri e propri tesori salvaguardati dal Parco Nazionale dell'Asinara, nato nel 1997. Il parco può essere visitato a piedi, in bicicletta, a bordo di auto elettriche o jeep, in barca o a cavallo. Le guide specializzate dell'isola sono a disposizione dei turisti per guidarli nella tipologia di visita che preferiscono. Oltre all'aspetto naturalistico l'Asinara è ricca di testimonianze che ne attestano la lunga storia. Gli archeologi parlano di presenza umana sull'isola già dal Neolitico. In seguito fu la volta dei Romani e successivamente dei Vandali e dei Bizantini, fino alle prime incursioni arabe. Conobbe anche l'epoca giudicale a cui risalirebbe il Castellaccio, fortezza presumibilmente fatta erigere dai Malaspina. Durante la Prima Guerra Mondiale nella stazione sanitaria di quarantena, fondata dopo il 1850, furono trasferirti circa 25 000 prigionieri di guerra austro-ungarici. In epoca contemporanea, nel 1985, l'isola ha ospitato i giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino che quigiudici lavorarono senza sosta alla requisitoria del maxi processo contro i capi della mafia siciliana. Sull'isola, in quel rovente agosto del 1985, fu scritta una delle più importanti pagine della storia recente del nostro Paese.

Come visitare il Parco

Organismo gestore: Ente Parco dell'Asinara

Sito web Ente Parco dell'Asinara: www.parcoasinara.org  -  Elenco delle guide esclusive del parco 

Telefono Ente Parco dell'Asinara:  079503388 - Telefono Ufficio Turistico Città di Porto Torres: 0795048008

Email Ente Parco dell'Asinara: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - email Ufficio Turistico Città di Porto Torres: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

Coordinate / Sessagesimali 41°3′28.8″N,8°16′33.6″E

Decimali 41.058°,8.276°

Edificata nei secoli XI-XII, come cattedrale della scomparsa diocesi di Sorres, probabilmente fu completata nel 1200 a opera di quel Mariane Maistro che ha lasciato la sua firma nel gradino sottostante la porta principale e, negli anni Cinquanta del XX secolo, venne adattata alla funzione di monastero destinato all’ordine Benedettino. La chiesa romanica, realizzata in pietra nera vulcanica, è suddivisa in tre navate, separate da due file di sei pilastri cruciformi e coperte da volte a crociera. L’insieme colpisce per la maestosità. Nel mese di agosto, ormai da diversi anni, la chiesa e il colle sul quale si erge il monastero vengono animati dalla Bastida di Sorres. Si tratta di una suggestiva rievocazione medievale ispirata alla storica battaglia del 1334 con la quale i Doria tentarono di riappropriarsi della fortezza di Sorres, caduta in mano ai conquistatori Aragonesi. Per l'occasione viene aperta anche la biblioteca del Monastero Benedettino, un vero e proprio gioiello che custodisce più di 60.000 volumi e manoscritti ed è, di norma, accessibile solo a studiosi e a ricercatori.

Indirizzo: località San Pietro di Sorres, Borutta (SS)

Organismo gestore: Comunità monastica benedettina - Servizi culturali a cura della Cooperativa Sardegna 2000

Sito web Monastero  - Sito web cooperativa Sardegna 2000  

Telefono monastero 079 824001 - Telefono cooperativa Sardegna 2000: 3348537751

email  monastero Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - email cooperativa Sardegna 2000: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

Coordinate / Sessagesimali 40°31′13.2″N,8°44′56.3″E

Decimali 40.520333°,8.748972°

Eretto su un colle e circondato da una vasta pianura, l'edificio monumentale, con i suoi dieci metri di altezza, rappresenta una delle più imponenti chiese romaniche della Sardegna. La cattedrale, un tempo sede vescovile, fu costruita a più riprese a partire dal secolo XI e rappresenta il connubio del lavoro di varie maestranze. Vi si trovano, infatti, elementi riferibili al romanico pisano, al romanico lombardo e a maestranze francesi, introdotte in Sardegna dai monaci Cistercensi. Costruita con blocchi di pietra vulcanica di cave locali ha, nella parte posteriore, un robusto campanile quadrato, mozzato da un fulmine. La pianta è trinavata con abside a est e la navata centrale ha copertura lignea mentre quelle laterali sono voltate a crociera.

 

Indirizzo: Strada Statale 597 (Sassari - Olbia) km 20

Organismo gestore servizi culturali: Istituzione "San Michele"

Sito web

Telefono: 079787638

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Coordinate: Sessagesimali 40°38′40″N,8°53′33″E

 

 

 

Eretta all'inizio del secolo XII in stile romanico-pisano con flussi lombardi, la chiesa custodisce un patrimonio artistico di eccezionale valore. La facciata, molto austera, è stranamente orientata a sud mentre l'interno è costruito in trachite nera, motivo per il quale la basilica viene chiamata anche duomo nero di Ardara. Sull'altare maggiore si può ammirare un imponente retablo, alto circa dieci metri e largo sei, composto da trentuno tavole dipinte. Questo Retablo Maggiore rappresenta il più grande polittico cinquecentesco di tutta la Sardegna. Le tavole raffigurano diversi profeti e santi, oltre alle vicende della vita di Maria. All'interno della chiesa si possono ammirare anche il Retablo Minore, della stessa scuola di quello maggiore, e una serie di dipinti risalenti al secolo XVII.

Indirizzo: Piazza Nostra Signora del Regno, 1 - Ardara (SS) 

Telefono Sacerdote (Don Paolo Apeddu):  392 1270860 

 

Coordinate: Sessagesimali 40°37′27″N,8°48′37″E - Decimali 40.624167°,8.810278°

Eretta alla metà del secolo XII, sorge in un'area che fu un castrum romano che ha dato il nome alla chiesa e alla diocesi di cui fu cattedrale nel Medioevo. Costruita con cantoni ben squadrati di pietra vulcanica rossa, parrebbe contemporanea della chiesa di Nostra Signora del Regno di Ardara, della quale rispecchia lo stile romanico-lombardo. L’area dell’ex cattedrale è racchiusa in un recinto costituito da cumbessias (alloggi per i pellegrini) e da un edificio a due piani, dove vengono allestite mostre temporanee sulla storia del santuario e sul sito archeologico.

Indirizzo: Strada Statale 597 a 5 km dal paese di Oschiri (SS)

Per visite guidate contattare Giorgio Pala, dell'Associazione culturale "Su furrighesu", al numero 3492793630

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Coordinate: Sessagesimali 40°42′45″N,9°2′53″E - Decimali 40.7125°,9.048056°

 

Risalente al secolo XII, in stile romanico, la chiesa è nota anche con il nome di San Pietro delle Immagini probabilmente per via di un gruppo ligneo duecentesco della Deposizione di Cristo dalla croce, anticamente conservato al suo interno, che costituisce un unicum nella statuaria medievale in Sardegna (attualmente lo si può ammirare nella parrocchiale di san Sebastiano, al centro del paese di Bulzi). San Pietro de su Rughifissu faceva parte di un complesso monastico, di cui restano pochi ruderi. Furono i Benedettini a completarne la costruzione, forse grazie a finanziamenti della ‘banca’ internazionale dei Templari, come sembrerebbe testimoniare la croce patente templare che si trova nella prima monofora della navata sinistra. I paramenti murari sono in conci di pietra vulcanica scura con inserimenti di calcare bianco che determinano l'opera bicroma nella facciata, organizzata su tre ordini.

Strada Statale 134 di Castelsardo - Bulzi (SS)

Organismo gestore servizi culturali: cooperativa Simbranos

Sito internet della cooperativa Simbranos 

Telefono 348 652 2226

email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

Coordinate: Sessagesimali 40°50′7.97″N,8°51′3.74″E - Decimali 40.835547°,8.85104°

La chiesa di Sancta Maria de Therco, è una delle massime espressioni dell'architettura romanica in Sardegna. Nel sito in cui si erge la chiesa, nel Medioevo, sorgeva il più importante monastero benedettino dell'Anglona, sede di priorato cassinese, al quale la chiesa di Santa Maria (o Nostra Signora) di Tergu era annessa. La sua fondazione è probabilmente da attribuire al giudice di Torres Mariano I, che regnò tra il 1065 e il 1082, e alla sua costruzione parteciparono maestranze lombarde e pisane. La chiesa è realizzata in blocchi di trachite rossa e pietra calcarea chiara e sul lato sinistro della facciata si eleva un massiccio campanile a canna quadrata che dona slancio alla struttura. Anche qui, come in altre chiese romaniche dell'isola, sono presenti le “orme” di pellegrino, graffiti a forma di plantare di scarpa, che testimoniano l'esistenza di itinerari devozionali in Sardegna.

Viale dei Benedettini, Tergu (SS)

Sito web del Comune di Tergu

 

Coordinate: Sessagesimali 40°52′16″N,8°43′13″E - Decimali 40.871111°,8.720278°

Eretta nel 1116 e completata in fasi successive, fra il 1180 e il 1220, rappresenta un capolavoro del romanico pisano in Sardegna, come testimoniano i notevoli resti del portico del chiostro. La costruzione, che ha pianta a croce commissa, era l'abbazia di un grande monastero camaldolese e rappresenta la classica bicromia data dall'alternanza di basalto scuro e calcare chiaro. Alla prima fase costruttiva appartengono le tre absidi, d'impronta lombarda, il transetto e un tratto della navata, mentre sono aggiunti all'edificio preesistente la splendida facciata a tre ordini, l'alta torre campanaria e il portichetto a tre arcate. L'interno a una sola navata conserva, nell'abside, un elegante ciclo di affreschi del Duecento, unico esempio di rilievo di pittura murale medievale in Sardegna. Nel porticato sono presenti le “orme” di pellegrino, individuate in diverse chiese dell'isola. Si tratta di graffiti, a forma di plantare di scarpa, che testimoniano l'esistenza di itinerari devozionali in Sardegna.

Indirizzo: Vecchia Strada Statale 597 Sassari-Olbia, km 2 - Codrongianos (SS)

Organismo gestore servizi culturali: Cooperativa Aretè 

Pagina Facebook della Cooperativa Aretè

Telefono: 3470007882 

 

Coordinate: Sessagesimali 40°40′16.28″N,8°41′21.41″E - Decimali 40.671189°,8.689282°

Sorta sulla sommità di una collina di fronte alla stazione ferroviaria di Olbia, in corrispondenza dell'antica necropoli romana, la chiesa fu costruita tra la fine dell'XI e la metà del XII secolo. Rappresenta uno dei pochi esempi di edifici sacri in stile romanico pisano della Gallura e, senza dubbio, quello meglio conservato. Rispecchia le caratteristiche di sobrietà, maestosità e scarsa decorazione tipiche del primo romanico. Intitolata a Simplicio, primo vescovo di Olbia e dell’intera Sardegna, la chiesa costituisce un'importante testimonianza del primo attecchimento del Cristianesimo nell'isola.

Museum Civitatense Basilica di San Simplicio

Piazza San Simplicio, Olbia

Organismo gestore: Museum Tempio Ampurias - Sistema Museale Integrato  - Docesi Tempio-Ampurias

Sito web

Telefono 345 632 8150

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Coordinate / Sessagesimali 40°55′31.8″N,9°29′47.8″E

Decimali 40.9255°,9.496611°

La Basilica di San Gavino è il monumento romanico più grande della Sardegna e l’unico esemplare progettato a due absidi affrontate. È una delle meraviglie del Romanico sardo e tra le più antiche, perché costruita agli inizi dell’XI secolo. La basilica è dedicata ai martiri Gavino, Proto e Gianuario, che vissero ai tempi delle persecuzioni cristiane degli imperatori Diocleziano e Massimiano, uccisi nel 303 d.C. La cripta seicentesca custodisce le reliquie dei martiri turritani ed è possibile ammirare al suo interno splendidi sarcofagi di epoca romana, oltre ai resti di un monumento funerario del IV sec. d.C.

 

Indirizzo: via Atrio Metropoli, 5 - Porto Torres (SS)

Organismo gestore servizi culturali: Cooperativa Turris Bisleonis

Sito web cooperativa Turris Bisleonis  

Telefono 348 8996823 / 349 8148643 

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Coordinate: Sessagesimali 40°49′55.73″N,8°24′2.66″E - Decimali 40.832147°,8.40074°

Il museo si trova all'interno dell’ex Collegio gesuitico del Canopoleno, storico edificio nel centro di Sassari. La Pinacoteca ospita le importanti collezioni d’arte Tomè e Sanna, oltre a un certo numero di opere di varia provenienza. Il suo patrimonio artistico è costituito da oltre 490 tra dipinti, sculture e manufatti compresi in un arco temporale che va dal Medioevo alla metà del Novecento. Tra le opere principali, il trittico attribuito al fiorentino Mariotto di Nardo (notizie 1394-1424) e le tavole del cosiddetto Maestro di Ozieri (metà XVI secolo). Le opere più significative sono tuttavia quelle degli artisti sardi dell’Ottocento e primo Novecento (Giovanni Marghinotti, Antonio Ballero, Filippo Figari, Giuseppe Biasi, Carmelo Floris, Pietro Antonio Manca, Mario Delitala, Stanis Dessy, Eugenio Tavolara) e la raccolta di opere grafiche di Giuseppe Biasi e Stanis Dessy.

Piazza Santa Caterina, 4 - Sassari (SS)

Sito web Pinacoteca nazionale -  Sito Web Musei della Sardegna

Telefono 079231560

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Coordinate: sessagesimali 40°43′38.03″N,8°33′34.52″E - decimali 40.72723°,8.559588°

La necropoli a camere ipogeiche di Sant'Andrea Priu è costituita da una ventina di tombe scavate nella roccia. Tre sono le domus de janas importanti e meglio conservate: la Tomba del Capo, la Tomba a Capanna circolare e la Tomba a Camera. La Tomba del Capo, con i suoi 18 vani e un'estensione di circa 250 m², è una delle più vaste e spettacolari di tutto il Mediterraneo. Nel periodo romano e poi bizantino fu riconvertita in luogo di culto cristiano, come testimonia l’interessante complesso pittorico che ne affresca le pareti. È considerata una delle prime chiese cristiane, risalente al tempo delle persecuzioni.

Indirizzo: piana di Santa Lucia - Bonorva (SS)

Organismo gestore servizi culturali: cooperativa Costaval

Telefono: 3485642611

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Coordinate: sessagesimali 40°25′16.94″N,8°50′48.9″E - decimali 40.421372°,8.846917° 

Il nuraghe trilobato Santu Antine, chiamato anche sa domo de su re (la casa del re), è uno dei nuraghi più maestosi e importanti della Sardegna. Il nuraghe, edificato durante l'età del bronzo medio (XV sec. a.C), rappresenta la sintesi e l’apice dell’architettura di età nuragica ed è tra gli edifici preistorici più alti del mediterraneo, subito dopo le piramidi egizie. Si compone di una torre centrale, detta anche mastio, che si presume raggiungesse un'altezza di circa 22 metri (oggi l'altezza residua è di 17 metri), racchiusa da tre bastioni con torri. Ai piedi del nuraghe si estende il villaggio nuragico, solo in parte riportato alla luce dagli scavi.

Indirizzo: Strada Statale 131 "Carlo Felice" direzione Cagliari fino al km 173,100. Poi uscita Torralba - Thiesi - Cheremule, allo svincolo proseguire a destra e prendere la Strada Statale 131bis, dopo circa 1,5 km si arriva al nuraghe.

Organismo gestore servizi culturali: Cooperativa Pintadera

Sito internet

Telefono: 079 847481 / 366 4353484 / 347 9138479 

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Coordinate: sessagesimali 40°29′11.56″N,8°46′11.54″E - decimali 40.486543°,8.769874°

La Grotta di San Michele, all'interno dell'abitato di Ozieri, prende il nome da una chiesa, ormai scomparsa, che sorgeva nelle vicinanze. Si tratta di una grotta carsica, che sprofonda nel calcare per un'ottantina di metri, articolata in gallerie e cunicoli tappezzati di stalattiti. In parte distrutta, fu riutilizzata sia come abitazion sia come luogo di culto e necropoli a domus de janas. La Grotta di San Michele è un sito fondamentale nella storia dell’archeologia sarda. Da questa grotta, infatti, prende il nome la cosiddetta cultura di Ozieri o di San Michele, inquadrata nel Neolitico finale in Sardegna, tra il 3.200 e il 2.800 a.C. I materiali ceramici rinvenuti nella grotta sono tecnicamente perfetti, nettamente superiori alle ceramiche che sono state prodotte da tutte le culture successive.

 

Indirizzo: Piazzale San Michele (pressi ospedale "A. Segni") - Ozieri (SS)

Organismo gestore: Istituzione "San Michele"

Sito web

Telefono 079 787638

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Coordinate / Sessagesimali 40°34′51.34″N,9°0′14.85″E

Decimali 40.580926°,9.004125°

Il cosiddetto altare si trova allinterno di un vasto sito archeologico che comprende anche i resti di un nuraghe, una chiesa, rocce con incisioni geometriche e una necropoli ipogeica a domus de janas. Quest'ultima, costituita da cinque o forse sei tombe, fa ipotizzare una frequentazione dell'area fin dal Neolitico finale (cultura di Ozieri 3200-2800 a.C.). L'altare è un enorme monolite di granito, lungo una decina di metri, nel quale sono state scavate una serie di nicchie di differenti forme: triangolari, quadrate e una rotonda. L'interpretazione di tali simboli resta a tuttoggi un mistero così come ancora da chiarire sono la funzione e la collocazione cronologica dell'altare rupestre.

Indirizzo: località Santo Stefano - Oschiri (SS)

Per visite guidate contattare Giorgio Pala, dell'Associazione culturale "Su furrighesu", al numero 3492793630

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Coordinate: sessagesimali 40°43′39.04″N,9°6′26.3″E - decimali 40.727512°,9.107307°

La Necropoli di Anghelu Ruju è uno dei siti archeologici più importanti della Sardegna poiché ospita uno fra i più antichi e vasti cimiteri preistorici dell'isola. Le tombe, 38 domus de janas (grotticelle artificiali) scavate nell'arenaria, sono state utilizzate da differenti culture a partire dal Neolitico Recente fino alla prima età del Bronzo. L’architettura delle tombe è spesso arricchita di dettagli ispirati alle case dei vivi (gradini, pilastri, false porte, ecc.), di corna taurine, incisioni e rilievi nei vani più ampi, probabilmente destinati alle cerimonie funebri. I morti venivano sepolti con gli oggetti utili e cari in vita, ornamenti in pietra e conchiglia, vasi, armi litiche o in bronzo e idoli femminili. 

Indirizzo: località i Piani, Strada provinciale 42 dei due mari - Alghero (SS)

Organismo gestore servizi culturali: Cooperativa SILT

 

Sito internet

Telefono: 329 4385947

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Coordinate: sessagesimali 40°37′57″N,8°19′36″E - decimali 40.6325°,8.326667°

La fontana di Rosello rappresenta uno dei simboli della città di Sassari. Sorge all'esterno dell'antica cinta muraria e vi si arriva attraverso la settecentesca rampa di scale che fiancheggia la chiesa della Santissima Trinità. La fontana, con le sue dodici bocche, o cantaros, e le quattro statue raffiguranti le stagioni, rappresenta allegoricamente lo scorrere del tempo. Le più antiche notizie sulla fontana di Rosello risalgono al 1295. Non si ha, invece, alcuna descrizione della configurazione medievale mentre l'aspetto attuale è il risultato dei lavori realizzati da maestranze genovesi tra il 1603 e il 1606. Agli inizi del Seicento la fontana del Rosello costituiva una novità, con le sue forme, derivate dai modelli e temi tardo rinascimentali, che ne fanno tuttoggi un monumento unico in Sardegna.

Indirizzo: Corso Trinità - Sassari (SS)

Sito internet Turismo a Sassari

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Telefono 0792008072 

 

Coordinate: sessagesimali 40°43′52.14″N,8°33′38.59″E - decimali 40.73115°,8.56072°

L'altare prenuragico di Monte d'Accoddi è un monumento unico non solo in Sardegna ma in tutto il Mediterraneo occidentale. L'imponente struttura ricorda quella delle ziqqurat mesopotamiche del III millennio a.C. ed è caratterizzata da una forma tronco-piramidale, con una lunga rampa di accesso. Dopo la distruzione dell’edificio, forse determinata da un incendio, intorno al 2800 a.C. fu costruita una nuova struttura, quella che vediamo oggi. Questo secondo tempio, a gradoni, è circondato da un vasto villaggio nel quale si nota la "capanna dello stregone". La funzione dell'Altare di Monte d'Accoddi è quella di "luogo alto" dove probabilmente si riunivano le comunità prenuragiche per compiere riti legati alla fertilità.

 

Strada Statale 131 Km 222, direzione Porto Torres - Ottava (SS)

Gestore per la tutela: Polo Museale della Sardegna

Sito internert: www.musei.sardegna.beniculturali.it 

Telefono: 0792008072

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Coordinate: sessagesimali 40°47′26.45″N,8°26′56.23″E - decimali 40.79068°,8.448952°

Il museo intende valorizzare la storia e la produzione contemporanea del coltello internazionale realizzato a mano. Una sezione è riservata, ovviamente, al coltello tipico di Pattada, la pattadese. Il paese, infatti, vanta un'antica tradizione nell'arte della coltelleria internazionale di pregio. Il percorso parte dall’esposizione della coltelleria moderna ma non trascura i coltelli antichi, di varia foggia, con specifici riferimenti alla storia e alle diverse origini. Il museo ospita un laboratorio artigianale in cui è possibile seguire dal vivo le complesse fasi di lavorazione del coltello, ideato e costruito interamente a mano.

Indirizzo: via Vittorio Emanuele, 64 Palazzina Giagu-Deroma - Pattada (SS) 

Curatori del museo: Ditta Giagu

Sito internet

Telefono: 079755918

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Latitudine: 40.581694 | Longitudine: 9.110124

Inserito nel complesso che fu sede del convento delle Clarisse, completamente restaurato negli anni Novanta, il Civico Museo Archeologico è dedicato all'archeologia del territorio di Ozieri e conserva una ricca collezione di reperti di varie epoche, dal Neolitico al Medioevo. Di particolare rilevanza è la collezione numismatica, tra le più ricche della Sardegna, che comprende parte dei tre tesoretti monetali di Lagostis (1868), Baesia (1875), Tramentu (1894). Attraverso varie donazioni (Tola, Mannu, Saturno, Manca, Pinna) sono confluiti al Museo parte dei materiali scoperti nelle grotte di Ozieri e nel territorio nel primo trentennio del Novecento, quando si riscoprì la grotta di San Michele, in parte già visitata prima dell'intervento del Taramelli.

Indirizzo: Piazza Baden Powell (ingresso da piazza Pietro Micca) - Ozieri (SS)

Organismo gestore: Istituzione "San Michele"

Sito web 

Telefono museo archeologico: 079 7851052; Telefono Istituzione "San Michele": 079 787638 

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Latitudine: 40.586021 | Longitudine: 9.003242

Ospitato nei locali già in uso per il mercato del bestiame, il museo raccoglie ed espone le testimonianze archeologiche, dal Paleolitico al Medioevo, provenienti da tutto il territorio dell’Anglona. Comprende una sezione paleobotanica, con fossili vegetali delle foreste pietrificate presenti nell'Anglona, e una paleolitica, con i più antichi manufatti in pietra finora rinvenuti in Sardegna. Il pezzo forte del museo è rappresentato dalla statuina di "dea madre con bambino", riferibile al Neolitico medio, che costituisce la prima kourotrophos in ambiente occidentale (IV millennio a.C.). Alla civiltà nuragica rimandano anche ceramiche, utensili di pietra e manufatti bronzei, tra cui è notevole un pugnale ad elsa gemmata ritrovato integro.

Indirizzo: via Nazario Sauro, 1 - Perfugas (SS) 

Organismo gestore servizi culturali: Società Sa Rundine

Sito internet 

Telefono: 3497777103

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Latitudine: 40.834948 | Longitudine: 8.8878

Allestito all'interno della cattedrale della storica diocesi di Ampurias, a strapiombo sul golfo dell’Asinara, il museo è uno scrigno d’arte che conserva opere preziose quali stupendi altari lignei, il più grande organo a canne settecentesco del territorio, inestimabili argenti e le statue policrome dei santi d'intaglio toscano e napoletano. Su tutte le opere primeggia il retablo della Madonna con bambino e angeli musicanti, datato al secolo XV, opera del cosiddetto “Maestro di Castelsardo", oggi collocato sull’altare maggiore della chiesa di Sant’Antonio abate attigua al museo.

Indirizzo: c/o cattedrale di Sant'Antonio Abate, via Manganella, 42 – Castelsardo (SS)

Organismo gestore servizi culturali: Associazione culturale "Tramar"

Contatti: www.museumtempioampurias.it 

Telefono:  3392454387 / 3286527384 / 3289573581

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Coordinate: decimali: 40.916526 8.7133352

Il Museo dell’Intreccio Mediterraneo, ospitato nelle sale del Castello dei Doria, è dedicato all'antica arte dell'intreccio. Tra le viuzze del borgo medievale, ancora oggi, è possibile vedere le cestinaie che, sull'uscio di casa, confezionano oggetti della tradizione, intrecciando palma nana, fieno marino, rafia, asfodelo e altre piante del territorio. Il museo espone molti manufatti suddivisi per tipologie: dai rinomati cestini - con ampio spazio a quelli prodotti a Castelsardo - alle nasse da pesca, dalle tipiche imbarcazioni lacustri (fassoni) ai setacci e altri utensili utilizzati in cucina.

Indirizzo: via Marconi, Castelsardo (SS)

Organismo gestore: Comune di Castelsardo

Sito internet 

Telefono: 3471118547 / 079470220

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Coordinate: decimali: 40.9158 8.712369999999964

Ubicato in una tipica abitazione dell'Alta Gallura, a tre piani, il museo raccoglie ben 5000 reperti raccolti e conservati dalla fine del 1400 alla prima metà del 1900. Qui tutto è stato utilizzato e tramandato di padre in figlio e, durante la visita, ci si sente proiettati indietro nel tempo, nell’antica vita gallurese.Sul letto della fine dell’Ottocento, all'interno di un sacchetto di velluto nero, è custodito il famoso martello della Femina Agabbadora. Realizzato in legno stagionato d’olivastro veniva usato da queste donne che, chiamate dalla famiglia di un malato, avevano il compito di attuare una sorta di antica eutanasia. Gli ultimi episodi sono più recenti di quanto si pensi: uno risale, proprio a Luras, al 1929 e l'altro è accaduto a Orgosolo, nel 1952.

Indirizzo: via Nazionale 35/a Luras (SS) 

Gestore del museo: Giacomo Pala (Direttore e curatore)

Sito internet

Telefono: 3683376321

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Coordinate: latitudine: 40.935523 - longitudine: 9.175268

 

Il museo nasce con l'intento di trattatare il fenomeno del banditismo in Sardegna senza correre il rischio di mitizzare la figura del fuorilegge e di esaltarne le sue gesta. Il paese di Aggius è stato l’epicentro del banditismo gallurese per circa tre secoli: dalla metà del Cinquecento, in pieno periodo spagnolo, alla metà dell’Ottocento, sotto la dominazione sabauda. L’obiettivo che questo museo si prefigge è quello di diffondere valori positivi per la costruzione di una mentalità che favorisca l’affermarsi della legalità e della moralità pubblica. Il percorso espositivo si articola in quattro sale che raccolgono una nutrita documentazione e oggetti di indubbio interesse storico. Una teca è dedicata al bandito aggese Sebastiano Tansu, il Muto di Gallura, figura che ispirò l’omonimo romanzo di Enrico Costa.

Indirizzo: via Pretura - Aggius (SS)

Organismo gestore: Associazione culturale "Museo di Aggius Onlus"

Sito internet

Telefono: 079621029 / 3494533208

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Coordinate: latitudine: 40.929539 - longitudine: 9.065814

 

Il Museo illustra la storia della città antica e del territorio di Olbia, dalla preistoria al secolo XIX, con particolare riferimento alle fasi fenicia, greca, punica e romana dell'area urbana e portuale, le più ricche di documentazione storica e archeologica. Elemento di particolare interesse sono i relitti romani e medievali rinvenuti nello scavo del porto antico, corrispondente al lungomare dell'attuale centro storico. Olbia è l'unica città della Sardegna a essere stata abitata dai Greci, tra il 630 e il 520 a. C. circa, e il nome da essi datole, Olbía, cioè felice in rapporto alle straordinarie opportunità che il sito offre all'insediamento umano, è stato adottato quale nome e logo, in caratteri greci maiuscoli, del museo. 

Indirizzo: via Macerata, Isolotto di Peddone - Olbia

Sito internet  

Telefono: 078928290

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Coordinate / Decimali: 40.923363 9.505439

 

Museo di storia militare ubicato al piano terra della caserma La Marmora, sorta nel sito dell'antico castello aragonese di Sassari. È stato realizzato per ricordare le gloriose tradizioni della Brigata meccanizzata “Sassari”, unità costituita nel 1915 con i Reggimenti di Fanteria 151° e 152°, che durante la Prima Guerra Mondiale si battè con grande coraggio. Per l'eroico comportamento nel corso della Grande Guerra, le bandiere dei due reggimenti sono state decorate con due Medaglie d'Oro al Valor Militare. Il museo conserva documenti, fotografie, cimeli e ricostruzioni delle trincee del Primo Conflitto Mondiale.

Indirizzo: Piazza Castello, 9 - Sassari

Sito Web del museo 

Telefono: 0792085303

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Coordinate: sessagesimali 40°43′35.02″N,8°33′49.16″E - Decimali 40.726394°,8.563656°

Temporanemente chiuso (dal 3 dicembre 2018) per ristrutturazione fino a data da destinarsi

Articolato in due sezioni, archeologica ed etnografica, il museo Sanna costituisce la principale istituzione museale della Sardegna settentrionale, per dimensioni e importanza delle sue raccolte. Istituito nel 1878 come Regio Museo Antiquario, divenne nel 1931 Regio Museo di antichità ed arte G.A. Sanna e, negli anni, alla donazione delle collezioni archeologiche e storico-artistiche del senatore e imprenditore sassarese si aggiunsero altre collezioni private (Chessa, Dessì, Clemente ecc.) e l’apporto dei materiali frutto degli scavi realizzati dalla locale Soprintendenza. La sezione archeologica ripercorre la storia dei territori delle province di Sassari, Nuoro, Gallura e Ogliastra a partire dal Paleolitico Inferiore (500.000 anni a.C.) sino al secolo XVIII.

Indirizzo: via Roma, 64 - Sassari

Organismo gestore per la tutela: Polo museale della Sardegna

Sito internet

Telefono: 079272203

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Coordinate: sessagesimali 40°43′21″N,8°34′2″E - decimali 40.7225°,8.567222°

Il museo propone un viaggio multimediale, un percorso audiovisivo e musicale, di grande suggestione. Una serie di video, con voce narrante in italiano e sottotitoli in inglese, ricostruiscono le vicende della Tonnara Saline, la storia Stintino e dell'isola dell'Asinara. Immagini d'epoca, cariche di fascino e ritualità, scorrono negli schermi, alternandosi a testimonianze intense e appassionate. In esposizione gli attrezzi in uso nella tonnara, i diari, vecchi articoli di giornale, gli abiti usati durante la mattanza, le riproduzioni delle barche e della tonnara. Fanno parte dell'allestimento, inoltre, alcune opere selezionate di artisti sardi che hanno dipinto la vita della tonnara, da Stanis Dessy ad Ausonio Tanda, da Nani Tedeschi ad Angelo Maggi.

Indirizzo: via Lepanto, 36 Strada Panoramica - Stintino (SS)

Organismo gestore: Centro studi sulla civiltà del mare e per la valorizzazione del golfo e del parco dell'Asinara

Sito internet Sito internet 

Telefono: 3459718686

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Coordinate: sessagesimali 40°56′16.07″N, 8°13′39.52″E - decimali 40.937799°,8.227644°

Immerso nella vegetazione incontaminata dell’isola, è tra i musei più visitati della Sardegna. È costituito da una vasta area che racchiude l’insieme degli edifici e dei cimeli appartenuti a Giuseppe Garibaldi, che qui trascorse gli ultimi venticinque anni della sua vita. Cimeli legati alla sua vita di combattente, ricordi privati, oggetti appartenuti a Garibaldi e ai famigliari, arredi originali che raccontano la vita quotidiana dell’eroe, della sua ultima compagna Francesca Armosino e dei loro due figli, Clelia, la maggiore – che qui visse sino al 1959, anno della morte – e Manlio, grande appassionato di mare, morto improvvisamente di tubercolosi all’età di 26 anni.

Sito internet 

Telefono 0789727162 / 0789726015 

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Coordinate: sessagesimali 41°12′59.52″N,9°27′40.13″E - decimali 41.216534°,9.461146°

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