Provincia di Sassari

I siti culturali della Provincia di Sassari e della Gallura

sardegna terra unica official small

Le coves de Neptú (in catalano di Alghero), scoperte da un pescatore nel secolo XVIII, sono tra le più grandi cavità marine in Italia e la loro formazione risale a circa due milioni di anni fa. Al loro interno si possono ammirare conformazioni carsiche, una spiaggia di sabbia bianchissima e un enorme lago salato sotterraneo.
Vi si accede via terra scendendo i 654 gradini dell’escala del cabirol (scala del capriolo in algherese) oppure, più comodamente, via mare con imbarcazioni in partenza, ogni giorno, dal porto turistico di Alghero.
Al centro delle grotte si erge l’acquasantiera, una monumentale stalagmite che ospita sulla sommità vaschette dalle quali si abbeverano gli uccelli che nidificano nelle vicinanze. Le grotte sono meta, oltre che di moltissimi turisti, anche di numerosi speleologi, i soli a poter accedere agli anfratti più profondi e segreti.

Indirizzo: località Capo Caccia (ingresso a piedi dalla "escala del cabirol" o in battello, dal porto di Alghero)

Organismo gestore: Fondazione Alghero

Sito web

Telefono Ufficio informazioni turistiche: 079979054

email:Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

Coordinate / Sessagesimali 40°33′53.45″N,8°9′36.5″E

Decimali 40.564849°,8.16014°

Appartiene al Comune di Porto Torres da cui lo separa un'ora circa di traversata in traghetto. L'isola, con zone montuose intervallate da splendide spiagge e calette, racchiude uno stupefacente campionario di flora e fauna. Quasi un centinaio sono, infatti, le specie selvatiche che si riproducono qui. Tra i mammiferi spiccano muflone, cinghiale, cavallo e il caratteristico asinello bianco, albino, simbolo dell'isola. Anche la flora, con quasi settecento specie di cui ventinove endemiche, costituisce una rarità. Veri e propri tesori salvaguardati dal Parco Nazionale dell'Asinara, nato nel 1997. Il parco può essere visitato a piedi, in bicicletta, a bordo di auto elettriche o jeep, in barca o a cavallo. Le guide specializzate dell'isola sono a disposizione dei turisti per guidarli nella tipologia di visita che preferiscono. Oltre all'aspetto naturalistico l'Asinara è ricca di testimonianze che ne attestano la lunga storia. Gli archeologi parlano di presenza umana sull'isola già dal Neolitico. In seguito fu la volta dei Romani e successivamente dei Vandali e dei Bizantini, fino alle prime incursioni arabe. Conobbe anche l'epoca giudicale a cui risalirebbe il Castellaccio, fortezza presumibilmente fatta erigere dai Malaspina. Durante la Prima Guerra Mondiale nella stazione sanitaria di quarantena, fondata dopo il 1850, furono trasferirti circa 25 000 prigionieri di guerra austro-ungarici. In epoca contemporanea, nel 1985, l'isola ha ospitato i giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino che quigiudici lavorarono senza sosta alla requisitoria del maxi processo contro i capi della mafia siciliana. Sull'isola, in quel rovente agosto del 1985, fu scritta una delle più importanti pagine della storia recente del nostro Paese.

Come visitare il Parco

Organismo gestore: Ente Parco dell'Asinara

Sito web Ente Parco dell'Asinara: www.parcoasinara.org  -  Elenco delle guide esclusive del parco 

Telefono Ente Parco dell'Asinara:  079503388 - Telefono Ufficio Turistico Città di Porto Torres: 0795048008

Email Ente Parco dell'Asinara: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - email Ufficio Turistico Città di Porto Torres: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

Coordinate / Sessagesimali 41°3′28.8″N,8°16′33.6″E

Decimali 41.058°,8.276°

Edificata nei secoli XI-XII, come cattedrale della scomparsa diocesi di Sorres, probabilmente fu completata nel 1200 a opera di quel Mariane Maistro che ha lasciato la sua firma nel gradino sottostante la porta principale e, negli anni Cinquanta del XX secolo, venne adattata alla funzione di monastero destinato all’ordine Benedettino. La chiesa romanica, realizzata in pietra nera vulcanica, è suddivisa in tre navate, separate da due file di sei pilastri cruciformi e coperte da volte a crociera. L’insieme colpisce per la maestosità. Nel mese di agosto, ormai da diversi anni, la chiesa e il colle sul quale si erge il monastero vengono animati dalla Bastida di Sorres. Si tratta di una suggestiva rievocazione medievale ispirata alla storica battaglia del 1334 con la quale i Doria tentarono di riappropriarsi della fortezza di Sorres, caduta in mano ai conquistatori Aragonesi. Per l'occasione viene aperta anche la biblioteca del Monastero Benedettino, un vero e proprio gioiello che custodisce più di 60.000 volumi e manoscritti ed è, di norma, accessibile solo a studiosi e a ricercatori.

Indirizzo: località San Pietro di Sorres, Borutta (SS)

Organismo gestore: Comunità monastica benedettina - Servizi culturali a cura della Cooperativa Sardegna 2000

Sito web Monastero  - Sito web cooperativa Sardegna 2000  

Telefono monastero 079 824001 - Telefono cooperativa Sardegna 2000: 3348537751

email  monastero Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - email cooperativa Sardegna 2000: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

Coordinate / Sessagesimali 40°31′13.2″N,8°44′56.3″E

Decimali 40.520333°,8.748972°

Eretto su un colle e circondato da una vasta pianura, l'edificio monumentale, con i suoi dieci metri di altezza, rappresenta una delle più imponenti chiese romaniche della Sardegna. La cattedrale, un tempo sede vescovile, fu costruita a più riprese a partire dal secolo XI e rappresenta il connubio del lavoro di varie maestranze. Vi si trovano, infatti, elementi riferibili al romanico pisano, al romanico lombardo e a maestranze francesi, introdotte in Sardegna dai monaci Cistercensi. Costruita con blocchi di pietra vulcanica di cave locali ha, nella parte posteriore, un robusto campanile quadrato, mozzato da un fulmine. La pianta è trinavata con abside a est e la navata centrale ha copertura lignea mentre quelle laterali sono voltate a crociera.

 

Indirizzo: Strada Statale 597 (Sassari - Olbia) km 20

Organismo gestore servizi culturali: Istituzione "San Michele"

Sito web

Telefono: 079787638

Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

Coordinate: Sessagesimali 40°38′40″N,8°53′33″E

 

 

 

Eretta all'inizio del secolo XII in stile romanico-pisano con flussi lombardi, la chiesa custodisce un patrimonio artistico di eccezionale valore. La facciata, molto austera, è stranamente orientata a sud mentre l'interno è costruito in trachite nera, motivo per il quale la basilica viene chiamata anche duomo nero di Ardara. Sull'altare maggiore si può ammirare un imponente retablo, alto circa dieci metri e largo sei, composto da trentuno tavole dipinte. Questo Retablo Maggiore rappresenta il più grande polittico cinquecentesco di tutta la Sardegna. Le tavole raffigurano diversi profeti e santi, oltre alle vicende della vita di Maria. All'interno della chiesa si possono ammirare anche il Retablo Minore, della stessa scuola di quello maggiore, e una serie di dipinti risalenti al secolo XVII.

Indirizzo: Piazza Nostra Signora del Regno, 1 - Ardara (SS) 

Telefono Sacerdote (Don Paolo Apeddu):  392 1270860 

 

Coordinate: Sessagesimali 40°37′27″N,8°48′37″E - Decimali 40.624167°,8.810278°

Eretta alla metà del secolo XII, sorge in un'area che fu un castrum romano che ha dato il nome alla chiesa e alla diocesi di cui fu cattedrale nel Medioevo. Costruita con cantoni ben squadrati di pietra vulcanica rossa, parrebbe contemporanea della chiesa di Nostra Signora del Regno di Ardara, della quale rispecchia lo stile romanico-lombardo. L’area dell’ex cattedrale è racchiusa in un recinto costituito da cumbessias (alloggi per i pellegrini) e da un edificio a due piani, dove vengono allestite mostre temporanee sulla storia del santuario e sul sito archeologico.

Indirizzo: Strada Statale 597 a 5 km dal paese di Oschiri (SS)

Per visite guidate contattare Giorgio Pala, dell'Associazione culturale "Su furrighesu", al numero 3492793630

Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Coordinate: Sessagesimali 40°42′45″N,9°2′53″E - Decimali 40.7125°,9.048056°

 

Risalente al secolo XII, in stile romanico, la chiesa è nota anche con il nome di San Pietro delle Immagini probabilmente per via di un gruppo ligneo duecentesco della Deposizione di Cristo dalla croce, anticamente conservato al suo interno, che costituisce un unicum nella statuaria medievale in Sardegna (attualmente lo si può ammirare nella parrocchiale di san Sebastiano, al centro del paese di Bulzi). San Pietro de su Rughifissu faceva parte di un complesso monastico, di cui restano pochi ruderi. Furono i Benedettini a completarne la costruzione, forse grazie a finanziamenti della ‘banca’ internazionale dei Templari, come sembrerebbe testimoniare la croce patente templare che si trova nella prima monofora della navata sinistra. I paramenti murari sono in conci di pietra vulcanica scura con inserimenti di calcare bianco che determinano l'opera bicroma nella facciata, organizzata su tre ordini.

Strada Statale 134 di Castelsardo - Bulzi (SS)

Organismo gestore servizi culturali: cooperativa Simbranos

Sito internet della cooperativa Simbranos 

Telefono 348 652 2226

email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

Coordinate: Sessagesimali 40°50′7.97″N,8°51′3.74″E - Decimali 40.835547°,8.85104°

La chiesa di Sancta Maria de Therco, è una delle massime espressioni dell'architettura romanica in Sardegna. Nel sito in cui si erge la chiesa, nel Medioevo, sorgeva il più importante monastero benedettino dell'Anglona, sede di priorato cassinese, al quale la chiesa di Santa Maria (o Nostra Signora) di Tergu era annessa. La sua fondazione è probabilmente da attribuire al giudice di Torres Mariano I, che regnò tra il 1065 e il 1082, e alla sua costruzione parteciparono maestranze lombarde e pisane. La chiesa è realizzata in blocchi di trachite rossa e pietra calcarea chiara e sul lato sinistro della facciata si eleva un massiccio campanile a canna quadrata che dona slancio alla struttura. Anche qui, come in altre chiese romaniche dell'isola, sono presenti le “orme” di pellegrino, graffiti a forma di plantare di scarpa, che testimoniano l'esistenza di itinerari devozionali in Sardegna.

Viale dei Benedettini, Tergu (SS)

Sito web del Comune di Tergu

 

Coordinate: Sessagesimali 40°52′16″N,8°43′13″E - Decimali 40.871111°,8.720278°

Eretta nel 1116 e completata in fasi successive, fra il 1180 e il 1220, rappresenta un capolavoro del romanico pisano in Sardegna, come testimoniano i notevoli resti del portico del chiostro. La costruzione, che ha pianta a croce commissa, era l'abbazia di un grande monastero camaldolese e rappresenta la classica bicromia data dall'alternanza di basalto scuro e calcare chiaro. Alla prima fase costruttiva appartengono le tre absidi, d'impronta lombarda, il transetto e un tratto della navata, mentre sono aggiunti all'edificio preesistente la splendida facciata a tre ordini, l'alta torre campanaria e il portichetto a tre arcate. L'interno a una sola navata conserva, nell'abside, un elegante ciclo di affreschi del Duecento, unico esempio di rilievo di pittura murale medievale in Sardegna. Nel porticato sono presenti le “orme” di pellegrino, individuate in diverse chiese dell'isola. Si tratta di graffiti, a forma di plantare di scarpa, che testimoniano l'esistenza di itinerari devozionali in Sardegna.

Indirizzo: Vecchia Strada Statale 597 Sassari-Olbia, km 2 - Codrongianos (SS)

Organismo gestore servizi culturali: Cooperativa Aretè 

Pagina Facebook della Cooperativa Aretè

Telefono: 3470007882 

 

Coordinate: Sessagesimali 40°40′16.28″N,8°41′21.41″E - Decimali 40.671189°,8.689282°

Sorta sulla sommità di una collina di fronte alla stazione ferroviaria di Olbia, in corrispondenza dell'antica necropoli romana, la chiesa fu costruita tra la fine dell'XI e la metà del XII secolo. Rappresenta uno dei pochi esempi di edifici sacri in stile romanico pisano della Gallura e, senza dubbio, quello meglio conservato. Rispecchia le caratteristiche di sobrietà, maestosità e scarsa decorazione tipiche del primo romanico. Intitolata a Simplicio, primo vescovo di Olbia e dell’intera Sardegna, la chiesa costituisce un'importante testimonianza del primo attecchimento del Cristianesimo nell'isola.

Museum Civitatense Basilica di San Simplicio

Piazza San Simplicio, Olbia

Organismo gestore: Museum Tempio Ampurias - Sistema Museale Integrato  - Docesi Tempio-Ampurias

Sito web

Telefono 345 632 8150

email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

Coordinate / Sessagesimali 40°55′31.8″N,9°29′47.8″E

Decimali 40.9255°,9.496611°

La Basilica di San Gavino è il monumento romanico più grande della Sardegna e l’unico esemplare progettato a due absidi affrontate. È una delle meraviglie del Romanico sardo e tra le più antiche, perché costruita agli inizi dell’XI secolo. La basilica è dedicata ai martiri Gavino, Proto e Gianuario, che vissero ai tempi delle persecuzioni cristiane degli imperatori Diocleziano e Massimiano, uccisi nel 303 d.C. La cripta seicentesca custodisce le reliquie dei martiri turritani ed è possibile ammirare al suo interno splendidi sarcofagi di epoca romana, oltre ai resti di un monumento funerario del IV sec. d.C.

 

Indirizzo: via Atrio Metropoli, 5 - Porto Torres (SS)

Organismo gestore servizi culturali: Cooperativa Turris Bisleonis

Sito web cooperativa Turris Bisleonis  

Telefono 348 8996823 / 349 8148643 

email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

Coordinate: Sessagesimali 40°49′55.73″N,8°24′2.66″E - Decimali 40.832147°,8.40074°

Scarica Àndala App

Android apk download

Newsletter

Iscriviti alla newsletter per rimanere aggiornato sulle ultime iniziative. Terms and Condition
Joomla Extensions powered by Joobi

Seguici su Telegram

Ricevi le notifiche di andalanoa.it su Telegram

Unisciti al nostro canale Telegram e ricevi gli aggiornamenti di Andalanoa.it (Info)

In sardu deo? Semper, cada die, a fitianu!

“IN SARDU DEO? SEMPER, CADA DIE, A FITIANU!‟

Con la cultura si possono fare grandi cose

Translate

Usiamo i cookie per migliorare la tua esperienza di navigazione e ricordare le tue preferenze. Maggiori info qui.

Registrandoti o accedendo al sito accetti espressamente le norme sulla privacy riportate in questa pagina