Città metropolitana di Cagliari e Provincia del Sud Sardegna

I siti culturali della Città metropolitana di Cagliari e Provincia del Sud Sardegna

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Le saline si estendono sui 2700 ettari dello stagno di Santa Gilla da quando, alla fine degli annni Venti del XX secolo, l'ingegnere Conti Vecchi diede vita a un ambizioso progetto per bonificare lo stagno impiantandovi una colossale salina e contribuendo così allo sviluppo economico e sociale della zona. Recuperate e aperte al pubblico grazie a un progetto innovativo del FAI - Fondo Ambiente Italiano e Syndial - Eni, le saline Conti Vecchi rappresentano un sito di archeologia industriale, all’interno di un impianto tuttora produttivo. Qui è possibile ripercorrere la storia e la produzione dell'oro bianco - il sale - attraverso allestimenti d’epoca, proiezioni e vere e proprie montagne di sale, immersi in un suggestivo scenario naturalistico, popolato da centinaia di fenicotteri rosa.

Indirizzo: zona Industriale Macchiareddu - Assemini 

Organismo gestore dei servizi culturali: FAI - Fondo Ambiente Italiano

Sito internet 

Telefono: 070247032

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Coordinate: latitudine 39.223817 -  longitudine 9.024477

Carloforte è l'unico centro abitato dell'isola di San Pietro, nella punta sud-occidentale della Sardegna. Il suggestivo borgo rappresenta un'isola linguistica ligure, poiché conserva la lingua dei fondatori, le famiglie di pescatori originarie di Pegli. Provenienti dall’isola tunisina di Tabarka (dove risiedevano dal XVI secolo), i tabarchini colonizzarono l'isola di San Pietro nel 1738. Carloforte, con le sue viuzze e i caratterisrtici vicoli, offre scorci colorati e suggestive vedute sul mare, con il porticciolo e le antiche fortificazioni difensive. Non a caso Carloforte è inserita nel club dei borghi più belli d’Italia. Un’esperienza enogastronomica imperdibile è l'evento internazionale Girotonno che si svolge nel borgo marinaro tra maggio e giugno. Il tonno, come il nome dell'evento suggerisce, è il protagonista assoluto e, tra competizioni culinarie e live cooking viene rivisitato in fantasiose e gustose ricette.

Isola di San Pietro - Sud Sardegna

Sito internet 

 

Coordinate: latitudine 39.142698 - longitudine 8.302664

Il Sardinia Radio Telescope (SRT) rappresenta un gigantesco cacciatore di sorgenti radio spaziali di 64 metri di diametro, alto come un palazzo di 20 piani (70 metri). Costruito nella località Pranu 'e sànguni, nel territorio del comune di San Basilio, è il più grande e moderno strumento del genere in Europa e il secondo al mondo, superato solo dal Green Bank Telescope in Virginia (ben 100 metri di diametro). SRT scruterà lo Spazio profondo a caccia di segnali che raccontino come era fatto l'Universo primordiale e farà parte della rete del SETI, per la ricerca di eventuali segni di vita extraterrestre. Sono contemplate visite che si svolgono nei locali del Visitor Center, in una sala con una cinquantina di posti a sedere, in cui i ricercatori spiegano, con un linguaggio accessibile a tutti, l’origine e l’utilizzo del radio telescopio.

 

Indirizzo: strada Provinciale 25, località Pranu Sanguni - San Basilio 

Sito internet

Telefono: 070711801

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Coordinate: sessagesimali 39°29′34.96″N,9°14′42.71″E - decimali 39.493044°,9.245197°

Realizzata tra il 1922 e il 1924, la miniera di Porto Flavia, all’interno del promontorio che domina Masua e la costa dell'iglesiente, più che una miniera è un porto sospeso nel mezzo di una parete rocciosa. Si tratta di un'ardita opera di ingegneria che, attraverso un tunnel lungo circa 600 metri, scavato nella roccia dai minatori, permetteva l’imbarco dei minerali direttamente sulle navi. Un espediente che consentiva di ridurre notevolmente tempi e costi di trasporto. La galleria sbuca su uno strapiombo da cui si gode di una vista mozzafiato sul faraglione di Pan di Zucchero, monumento naturale di 132 metri. A progettare questo capolavoro d’ingegneria, senza precedenti, fu Cesare Vecelli che al ‘porto’ diede il nome della figlia, Flavia, che ancora campeggia sulla torretta all’ingresso del tunnel. Il complesso di Masua comprende anche un villaggio minerario.

 

Indirizzo: strada Statale 126 direzione Funtanamare, località Masua - Iglesias  

Organismo gestore: Igea SpA Società In House della Regione Autonoma della Sardegna

Sito internet

Telefono: 0781491404

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Coordinate: sessagesimali 39°20′13.69″N,8°24′45.21″E - decimali 39.337136°,8.412558°

Il Parco di Molentargius, istituito nel 1999, è una zona umida di valore internazionale tra le più importanti in Europa. Costituisce, infatti, un raro esempio al mondo di ecosistema presente in aree fortemente antropizzate ma habitat ideale di molte specie animali, tra cui il fenicottero. Il nome deriva dalla parola sarda molenti, che indica l'asinello sardo. Questi animali venivano usati, in passato, all'interno della salina per trainare i carretti e trasportare il sale fino al centro di raccolta. I carrettieri erano chiamati is molentargius ed erano considerati i padroni dello stagno. L'avifauna rappresenta l'elemento naturalistico di maggior rilievo per lo stagno di Molentargius. Nonostante la vicinanza dell'area urbana, infatti, molte sono le specie di interesse (protette ai sensi della direttiva "Uccelli selvatici" dell'Unione europea) che qui vivono. Tra le principali troviamo il cormorano, l'airone bianco maggiore, l'airone rosso, il falco di palude, il martin pescatore e il fenicottero rosa. Quest'ultimo, adottato come simbolo delle zone umide del cagliaritano, a partire dagli anni Novanta, ha iniziato a nidificare anche nello stagno di Molentargius.

Indirizzo: via la Palma, snc - Cagliari

Organismo gestore: Consorzio Parco Naturale Regionale Molentargius-Saline

Sito internet 

Telefono: 070379191

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Coordinate: sessagesimali 39°13′38.28″N,9°9′5.76″E - decimali 39.2273°,9.1516°

Eretto nel XIII secolo, e ristrutturato in varie fasi, il duomo di Cagliari sorge nel cuore della città, nel quartiere di Castello. Della chiesa, lunga 35 metri, larga 34 e alta 32, si ha notizia dal 1255. Fu costruita in forme gotico-romaniche e, tra i secoli XIII e XIV, i pisani la ampliarono, ma la veste attuale è il risultato di interventi catalano-aragonesi durati quattro secoli. Dell’originario impianto pisano restano torre campanaria, controfacciata, muri perimetrali del transetto e i due portali laterali. Sotto l’altare si trova il santuario dei Martiri, scavato nella roccia e risalente al 1618, che conserva 192 reliquie, distribuite in numerose nicchie.

Coordinate / Sessagesimali 39°13′8″N,9°7′2″E

Decimali 39.218889°,9.117222°

Piazza Palazzo, 4/a - Cagliari (CA)

Contatti www.duomodicagliari.it

Telefono 070 663837

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Un museo all’aperto per conoscere il genio e l’arte di Pinuccio Sciola. Il Giardino Sonoro è un luogo che custodisce pietre megalitiche, pervaso dal profumo degli agrumi. Uno spazio artistico senza tempo, che mette d’accordo tutti i sensi e li amplifica. In questo giardino incantato le guide accompagnano i visitatori alla scoperta dei suoni che cambiano a seconda dei diversi materiali utilizzati e delle lavorazioni eseguite. Si tratta di un modo diverso di assaporare l’arte, uno spazio culturale, in cui si può persino partecipare in prima persona e provare l’emozione di suonare le pietre e scoprire il suono ancestrale rimasto rinchiuso all’interno della materia per millenni.

Via Oriana Fallaci - San Sperate 

Sito internet 

Telefono: 3245875094

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Coordinate: latitudine 39.357192 - longitudine 8.997513

I Fenici scelsero l'isola di di Sant'Antioco per fondare, nell’VIII secolo a.C, la loro prima città sarda, Sulky, da cui deriva il nome del territorio sud-occidentale dell'isola. La città conserva tuttoggi testimonianze archeologiche di tutte le culture che qui si sono succedute, tra queste spiccano il tofet di età fenicio-punica e la necropoli punica. Sulky rappresenta la città più antica non solo della Sardegna ma d’Italia. Il ritrovamento di un’antica anfora, una ceramica fenicia, datata addirittura all’800 a.C., testimonia infatti che il sito era già frequentato in un'epoca in cui, invece, in Italia non c’erano altri centri abitati. Il tofet ( necropoli-santuario dovevenivano sepolti i bambini nati già morti o defunti poco dopo la nascita) si trova nell'estrema periferia dell’abitato, ai piedi di una roccia trachitica. La necropoli punica (inizi V- fine III sec. a.C.) è ritenuta una delle più importanti del Mediterraneo, per estensione e tipologie. In età cristiana (secc IV-VII d.C.) una parte delle tombe ipogeiche furono unite con l’apertura di passaggi nelle pareti in comune: si tratta dell’unico caso di presenza di catacombe in Sardegna.

Visite guidate/escursioni a cura della Cooperativa Archeotur scarl 

Sito internet

Telefono museo: 3897962114 -078182105

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Coordinate: sessagesimali 39°4′0″N,8°27′0″E - decimali 39.066667°,8.45°

Realizzato tra la fine del I e l'inizio del II secolo d.C., scavando nella roccia, rappresenta il più importante monumento di età classica esistente oggi in Sardegna. In origine aveva un perimetro di 120 metri e una facciata, alta 20, abbellita da colonne e statue. Fu progettato per accogliere 10.000 spettatori su tre livelli di gradinate, ognuna riservata alla rispettiva classe sociale. L'arena era il luogo deputato agli scontri tra gladiatori, all'esecuzione di sentenze capitali ma anche alla messa in scena di opere teatrali. Gli scavi per portare alla luce i resti dell’anfiteatro iniziarono tra il 1866 e il 1868 e furono affidati al canonico Giovanni Spano, mentre il consolidamento e il restauro, che risalgono al 1937, furono condotti dall’archeologo Doro Levi. Oggi è possibile ammirare parte della cavea e, sotto, le stanze per i gladiatori, le celle per gli animali e l’infermeria. Durante l'estate l'anfiteatro viene utilizzato come spazio culturale destinato a spettacoli e concerti.

Indirizzo: via Sant'Ignazio da Laconi - Cagliari (CA)

Sito internet

Telefono: 3662562826

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Coordinate: sessagesimali 39°13′26.76″N,9°6′48.28″E - decimali 39.2241°,9.11341°

Si tratta del nuraghe più grande della Sardegna e l'unico con cinque torri, tra quelli finora indagati. Viene chiamato Gigante rosso, arrubiu in sardo, per il caratteristico colore rosso dei licheni che crescono sulla superficie dei suoi muri. Il complesso nuragico, che risale al 1500 a.C. circa, si estende per cinquemila metri quadri ed è costituito da una torre centrale (mastio), alta 15 metri, circondata da un bastione formato da cinque torri. All’interno del mastio, del quale rimane solo il primo di tre piani, attraverso uno stretto andito si accede alla camera centrale, che racchiude un focolare e un vaso rituale. La copertura a tholos (falsa cupola) è intatta, così come in alcune delle torri minori, e attorno al nuraghe sono stati rinvenut molti resti di capanne. A Orroli è stato istituito il museo Casa del nuraghe Arrubiu, che espone e presenta, nelle sue dodici sale, i risultati degli scavi archeologici condotti nel sito dal 1981 al 1996 (poi ripresi dal 2012).

Indirizzo: località Su Pranu - Orroli 

Organismo gestore dei servizi culturali: Is janas cooperativa a.r.l.

Sito internet  

Telefono: 0782 847269 / 329 7867983  

 

Coordinate:  sessagesimali 39°39′44.65″N,9°17′50.47″E -  decimali 39.662403°,9.297352°

Pranu Muttedu è una delle più importanti e suggestive aree archeologiche funerarie della Sardegna. Il complesso presenta infatti la più alta concentrazione di menhir e megaliti sardi (circa sessanta) che è valsa al sito il nome di Stonehenge della Sadegna. Nell'area è inoltre presente una necropoli ipogeica a domus de janas con tre circoli tombali. A pochi chilometri dall'abitato di Goni, lungo la provinciale per Cagliari e ad appena mezz'ora di macchina dal capoluogo, è possibile ammirare questo parco che rappresenta uno dei più suggestivi siti archeologici della Sardegna interna. L'area archeologica si divide in due parti e gli scavi, svolti all'inizio degli anni Ottanta, hanno portato alla luce manufatti riferibili alla cultura di Ozieri, risalenti al Neolitico recente (3200-2800 a.C). Il sito si trova in un bosco di querce secolari ed è circondato da macchia mediterranea. Questa combinazione di un così ricco patrimonio archeologico e naturalistico conferiscono al parco archeologico una particolare suggestione.

Indirizzo: strada Provinciale 23 - Goni 

Organismo gestore dei servizi culturali: Pranu Muttedu S.r.l.

Sito internet

Telefono: 070982059

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Coordinate: sessagesimali 39°34′1.2″N,9°16′4.8″E -decimali 39.567°,9.268°

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